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Il ministero liturgico dell'accolito

Il termine accolito deriva dal greco. La forma verbale corrispondente significa: andare dietro, seguire, accompagnare. Nel linguaggio del Nuovo Testamento essa riveste il senso vasto e profondo di sequela di Gesù.

Dell'accolito in senso liturgico sentiamo parlare per la prima volta nel secolo III. In una lettera indirizzata a Fabiano di Antiochia, papa Cornelio afferma che nella Chiesa romana vi sono quarantasei presbiteri, sette diaconi, sette suddiaconi, quarantadue accoliti e cinquantadue esorcisti, lettori e ostiari. Liste simili ne troviamo anche in seguito. Documenti liturgici veri e propri relativi all'accolitato risalgono tuttavia solo a un periodo più recente e trovano infine il loro riconoscimento ufficiale nel rito di ordinazione del secolo Vili. Secondo questo rito il candidato veniva chiamato a svolgere il servizio dell'accolito con una preghiera di benedizione e la consegna di un sacchetto di lino destinato a contenere l'eucaristia. L'accolito la porgeva dentro di esso al sacerdote per la frazione e la portava ai malati.

Il ministero dell'accolito fu ripristinato nel 1972. Nella lettera apostolica « Ministeria quaedam » leggiamo: « L'accolito è istituito per aiutare il diacono e per fare da ministro al sacerdote.

Diamo ora uno sguardo ai compiti dell'accolito, così come essi risultano dai « Principi e norme per l'uso del Messale romano ».

Compito fondamentale dell'accolito è quello di aiutare il sacerdote e il diacono all'altare. In casi particolari egli può preparare l'altare e i vasi sacri e distribuire come ministro straordinario l'eucaristia ai fedeli (cfr. ivi, n. 65). Per il resto i suoi compiti sono di varia natura. Può succedere che nella medesima celebrazione si debbano svolgere più servizi. In tal caso è opportuno suddividerli fra più individui. Se tuttavia è presente un solo accolito, tocca a lui adempiere personalmente i più importanti e lasciare i rimanenti ad altri ministranti (cfr. ivi, n. 142).

Compiti normali dell'accolito sono quelli di portare la croce nella processione di ingresso, sostenere il libro al sacerdote o al diacono durante la celebrazione e offrire loro i servizi necessari. In assenza di un diacono, l'accolito porta all'altare il corporale, il purificatoio e il messale; inoltre, aiuta il sacerdote a ricevere eventuali doni dell'assemblea, porta all'altare il pane e il vino e glieli consegna. Se si fa uso dell'incenso, gli porge il turibolo e lo assiste nella incensazione dei doni e dell'altare (cfr. ivi, nn. 143-145). Dopo la distribuzione della comunione aiuta il celebrante o il diacono a purificare e riporre i vasi. In assenza del diacono, riporta i vasi alla credenza, dove li purifica e li riordina (cfr. ivi, n. 147).

In casi particolari l'accolito può aiutare a distribuire la comunione al popolo. Qualora si distribuisca la comunione sotto le due specie, porge il calice ai fedeli o lo sorregge, qualora la comunione sia distribuita mediante intinzione (cfr. ivi, n. 146).

In determinate circostanze l'accolito può portare la comunione ai malati e il viatico ai moribondi. Il « Rito della comunione fuori della messa e culto eucaristico » contiene a questo scopo alcuni formulari. In assenza di un sacerdote e di un diacono, o qualora questi ne siano impediti, può esporre pubblicamente la santa eucaristia all'adorazione e riporla. Non può invece impartire la benedizione col Santissimo (cfr. ivi, n. 99).

Nella nostra Parrocchia gli Accoliti sono:

Alessandro RAGAZZI
Marco AGUZZI
Paolo MICHELINI
Paolo ROMAGNOLI

 
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