venerdì 15 dicembre 2017
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LA MIA PRIMA VOLTA A LOURDES

Finalmente è arrivato il giorno di partire.

Siamo un gruppo della Parrocchia del Preziosissimo Sangue di Firenze e un altro arriverà da Bari; ci riuniremo a Bergamo per prendere l’aereo. Punto di riferimento Don Luigi, nostro parroco. Tutti noi abbiamo già assegnato un compito che svolgeremo: io andrò a fare servizio alla piscina.

Arrivati ci accoglie un “Servizio di S.te Bernadette” che propone una formazione diversificata che da svolgersi durante la settimana di stage che ha lo scopo di far conoscere il messaggio di Lourdes e lo spirito Hospitaliero. Dovremo percorrere il cammino di Bernadette, scoprire i diversi luoghi, conoscere i differenti servizi ed il loro funzionamento, prepararci all’ impegno nell’ Hospitalité Notre-Dame di Lourdes ed eventualmente alla Consacrazione a Gesù attraverso Maria.

Provo a dare una umile testimonianza alle diverse esperienze che mi hanno toccata in questa settimana di servizio.

Il nostro responsabile di formazione ci conduce a percorrere il cammino di Bernadette e mi colpisce una la frase “prima di visitare la grotta , bisogna vedere la casa di Bernadette” ed in effetti quando ho visto, non la casa, ma una piccola stanza dove viveva con i suoi familiari con accanto la discarica d’immondizia, ho capito il senso della domanda ed ho sentito come un pugno allo stomaco, ponendomi anche io un quesito, ovvero che cosa unisce il tugurio di Bernadette con la grotta dell’apparizione di Maria? Bernadette era una ragazza ignorante, non sapeva né leggere né scrivere, malata, disprezzata da tutti ed emarginata; ma agli occhi della Madonna era degna di tutto il suo amore.

Maria, la regina del cielo e della terra, madre del nostro Salvatore è apparsa in un letamaio per non offendere la dignità di Bernadette, per non umiliarla ma facendola sentire amata, accolta. Maria si è abbassata al suo livello con amore di Madre.


Bernadette viveva in un tugurio,

Maria le appare in un letamaio.


Qui l’accostamento alla grotta di Betlemme è inevitabile, così come Gesù si è fatto povero tra i poveri, ultimo tra gli ultimi, così Maria segue le orme del Figlio; in tutte le sue apparizioni Maria rispecchia la figura del Figlio Gesù. Per questo è scesa in un letamaio per parlare alla ‘petite merdose’ (così veniva chiamate dai suoi compaesani) e darle un messaggio d’amore.

Maria diventa per Bernadette la sua maestra spirituale fino a introdurla nella contemplazione del mistero del suo Figlio, il Redentore del Mondo, e Bernadette si lascia condurre per mano da Maria ignorando tutto quello che ne sarebbe seguito, infatti sarà perseguitata, derisa, invidiata, messa in prigione, umiliata persino dalla priora del convento dove si ritirò.

Ancora oggi, attraverso Bernadette, Maria ci parla e ci invita a cercare, incontrare, fidarsi di Gesù sicura di essere amata, accolta, inviata da Gesù ma soprattutto chiamata e mi rendo conto che se oggi sono a Lourdes è perché Gesù mi ha attirata attraverso sua Madre Maria.

L’impatto con le piscine dove ho svolto il servizio è sorprendentemente buono, sono serena, gioiosa dell’incontro, disposta a mettere la carità al centro di tale incontro, avendo sempre presente il Signore nel mio cuore di “ quanto avete fatto a uno di questi piccoli,l’avete fatto a me” (Mt 25, 40).

E’ impressionante la marea di persone che in fila attende per ore di essere bagnata; a parte i barellati e le persone in carrozzina, tante sono le persone così dette “sane” fisicamente.

In particolare una signora mi ha toccato l’anima: la guardo e sento tutta la sua sofferenza che è per me come un libro aperto. Nei suoi occhi leggo tutto quello che la tormenta, disperazione, frustrazione, paura: piange e quelle lacrime sono come un volersi liberare e lavare la sua anima, guarda fisso la statuetta che sta in fondo alla piscina; la prendo per mano per accompagnarla nell’acqua ma quando scende i due gradini che la separano dalla statuetta della Madonna percorre correndo il piccolo tratto che la separa dalla statuetta, quasi mi sfugge costringendomi a correre con lei. Intuisco che per lei quel tratto è la via della salvezza, vede in fondo la luce e corre verso quella luce invocando il nome di Maria; essa sa che quella è la salvezza, è l’ancora, è la fonte in cui ognuno di noi va, sente che Maria l’ama, l’accoglie, la consola ed è l’unica via di salvezza.

Maria ci porterà da suo Figlio Gesù. Ed ecco il miracolo, come se fosse un’altra persona e non nascondo che con lei ho pianto prima e sorrido dopo condividendo tutti i suoi sentimenti.

Sono anche io un’altra persona, non puoi restare indifferente a tutto un mondo che ti si apre se vivi tutto ciò con la fede nel cuore, nell’amore del tuo prossimo, nei tuoi fratelli in Cristo Gesù.

Cosa mi porto nel cuore? Mi porto una grande pace. Dice Gesù in Gv 14, 27 “Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore non abbia paura”. Avere pace nel cuore nella sofferenza, pace nella tribolazione, questa è la vera pace che si trova solo nell’amore per Gesù. Sia sempre benedetto.


Anna Maria Canto

 
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